Forse ti è già capitato di finire su qualche sito, inserire la tua data di nascita e ricevere due secondi dopo una tabella piena di cifre. In una casella ci sono quattro uno, in un'altra un solo cinque, in un'altra ancora non c'è niente, e accanto c'è scritto che hai una volontà forte, una buona memoria e un rapporto particolare con il lavoro. Leggi la prima cosa e dici: «Sì, questo sono io». Alla seconda alzi leggermente un sopracciglio. Alla terza ti viene già voglia di chiedere all'autore se per caso non conosca un'altra persona nata lo stesso giorno. Alla fine resta la domanda più interessante: come si è arrivati a tutto questo partendo da una sola data?
Il quadrato di Pitagora in realtà si calcola in modo abbastanza semplice, e puoi farlo da te in pochi minuti. La parte più interessante comincia dopo il calcolo, perché una cifra da sola dice poco. Conta quante volte si ripete, che cosa manca e come le singole caselle si incontrano tra loro. È proprio allora che la tabella comincia a somigliare meno a nove scatoline di numeri e più a un carattere.
Il nome di Pitagora fa pensare che il matematico greco si sia seduto di persona davanti alle date di nascita a contare chi ha tre due e chi è rimasto senza sei. La storia però non è così semplice. Il metodo porta il suo nome per tradizione, e il sistema moderno, noto come psicomatrice, è legato soprattutto alla scuola numerologica di Aleksandr Aleksandrov.
L'idea è facile da capire: dalla data di nascita si ricavano alcuni numeri aggiuntivi, poi si conta quante volte compare ogni cifra da 1 a 9. Si formano così nove caselle, collegate a diverse qualità del carattere: volontà, energia, interesse per il sapere, risorse fisiche, logica, rapporto con il lavoro, fortuna, senso del dovere e memoria.
È un metodo numerologico di conoscenza di sé. Non è un test scientifico e non predice che cosa ti succederà giovedì prossimo. È più interessante usarlo come uno specchio: che cosa riconosci in te, che cosa esprimi a modo tuo e come due qualità che da sole suonano benissimo riescano insieme a crearti notevoli guai.
Prendiamo una persona nata il 12.03.1985. Calcoleremo il suo quadrato a mano, così vedrai da dove viene ogni cifra, invece di premere un pulsante e accettare sulla fiducia quello che compare.
Per prima cosa scriviamo tutte le cifre della data di nascita e le sommiamo: 1 + 2 + 0 + 3 + 1 + 9 + 8 + 5 = 29. Otteniamo il primo numero di lavoro: 29. Poi sommiamo le sue cifre: 2 + 9 = 11, che è il secondo numero di lavoro.
Per il terzo prendiamo il primo numero di lavoro e gli sottraiamo il doppio della prima cifra significativa del giorno di nascita. Il giorno è il 12, la sua prima cifra è 1, raddoppiata dà 2, quindi 29 − 2 = 27. Se qualcuno è nato, per esempio, il 07, usiamo il 7, perché lo zero davanti non conta. Infine sommiamo le cifre del terzo numero: 2 + 7 = 9. I quattro numeri di lavoro del nostro esempio sono quindi 29, 11, 27 e 9.
Per chi è nato dopo il 2000 esiste una variante del metodo in cui il terzo numero di lavoro si ottiene con un'altra formula: al primo si aggiunge 19. Le diverse scuole numerologiche non seguono esattamente le stesse regole, perciò due calcolatori possono dare risultati diversi senza che uno dei due sia per forza «rotto». Nel confronto la cosa più importante è sapere con quale sistema è stato fatto il calcolo.
Una volta ottenuti i numeri di lavoro, mettiamo insieme le cifre della data di nascita e quelle di 29, 11, 27 e 9. Gli zeri non contano. Poi contiamo semplicemente quanti uno ci sono, quanti due, quanti tre e così via fino al nove. Per la nostra persona il risultato è quattro uno 1111, tre due 222, un tre 3, nessun quattro, un cinque 5, nessun sei, un sette 7, un otto 8 e tre nove 999.
Le cifre si dispongono in un quadrato di nove caselle. La prima colonna raccoglie 1, 2 e 3, la seconda 4, 5 e 6, la terza 7, 8 e 9. Per la nostra data appare così:
Ora abbiamo una persona con molti uno, molti due e nove, un tre, un cinque, un sette e un otto, e due caselle del tutto vuote. Se ci fermiamo qui, sappiamo com'è fatto il quadrato. Se cominciamo a leggerlo, diventa molto più interessante.
Gli uno sono legati al carattere e alla volontà, e si notano facilissimamente in un semplice «Come decidi tu». Una persona intende davvero «come decidi tu», un'altra lo dice e subito dopo parte un'esposizione di quaranta minuti sul perché la tua decisione è sbagliata. Più uno ci sono, più forte è di solito il desiderio di decidere da sé la propria direzione e difendere le proprie scelte.
I due sono associati all'energia. È la differenza tra la persona che torna dal lavoro pensando «Che nessuno mi parli fino a domani» e quella che alle sei di sera chiede: «E dopo dove andiamo?». Più due vengono tradizionalmente letti come una riserva di energia maggiore, anche se la riserva migliore può essere spesa splendidamente per cose che non erano affatto nel programma.
I tre parlano di curiosità, di sapere e del modo in cui impari. Una persona legge prima le istruzioni, un'altra le apre solo quando l'armadio è già montato e sono avanzate tre viti. Entrambe possono arrivare al risultato; la strada è semplicemente diversa.
I quattro sono associati alle risorse fisiche e al rapporto con il corpo. In numerologia sono considerati parte della naturale riserva di forze, ma il quadrato non può dire se una persona è in salute né sostituire una valutazione medica. La domanda più interessante è con quanta naturalezza senti i limiti delle tue risorse e se ti fermi in tempo, oppure ti accorgi di aver esagerato solo quando l'organismo ha già presentato un reclamo ufficiale.
I cinque sono legati alla logica e alla capacità di collegare cause ed effetti. È quel «Se facciamo così, poi succederà cosà» che ad alcune persone viene quasi in automatico. Un'altra prima fa la cosa, poi vede che cosa è successo e alla fine conclude: «Va bene, la prossima volta non lo farò così». Anche questo è un modo di imparare.
I sei riguardano il lavoro, il senso pratico e il rapporto con le mansioni ripetitive. Ci sono persone che vedono dieci compiti uguali e cominciano semplicemente dal primo. E ce ne sono altre che li guardano per un po', si fanno un caffè, riordinano la scrivania e decidono che prima dei compiti è importantissimo controllare una cosa che aspetta di essere controllata da marzo.
I sette sono tradizionalmente associati alla fortuna e a quelle situazioni in cui qualcosa sembra arrivare proprio al momento giusto. Chiami all'ultimo minuto e scopri che si è appena liberato un posto. Incontri qualcuno per caso e dalla conversazione nasce un'occasione che nemmeno cercavi. Una persona con i sette deve comunque alzarsi dal divano, perché il destino non consegna tutto con il corriere. Nel sistema i sette mostrano quanto spesso le circostanze sembrano tenderle una mano.
Gli otto sono legati alla responsabilità e al senso del dovere. Per una persona «L'ho promesso» significa «Ci proverò», per un'altra significa che, anche se se ne è già pentita, nevica e ha la febbre, si presenterà comunque alle 8:30, perché ha detto che ci sarebbe stata.
I nove sono legati alla memoria e al modo di recepire le informazioni. Più nove possono dare una memoria molto forte, ma questo non garantisce che saprai sempre dove hai lasciato le chiavi. È del tutto possibile cercare il telefono per dieci minuti e intanto ricordare parola per parola che cosa ti ha detto qualcuno nell'estate del 2017, compresa la pausa prima dell'ultima frase.
Proprio per questo il numero conta. Una cifra mostra il tema, e le sue ripetizioni mostrano con quanta forza si esprime.
Con pochi uno ci si adatta e si cede più facilmente. Può essere una qualità splendida, finché una sera non ti senti dire «Nessun problema, come volete» e due ore dopo spieghi a casa nei dettagli perché in realtà il problema c'era eccome e tu non lo volevi affatto così.
Con più uno la volontà si rafforza. Nel nostro esempio abbiamo 1111: una persona che rinuncia con fatica a una decisione una volta presa. Se si pone un obiettivo, è un motore splendido. Ma se la discussione è nata su quale strada per il mare sia più corta, quella stessa splendida volontà può trasformare il viaggio in un convegno scientifico con cartine, chilometri e prove documentali.
Questo vale per ogni casella. Più due possono dare una forte riserva di energia, ma bisogna anche avere dove indirizzarla. Molti nove possono dare una memoria eccellente, che ha anch'essa due volti: ricordi quello che ti serve, ma insieme a questo puoi conservare una battuta che tutti gli altri partecipanti alla conversazione hanno da tempo consegnato all'oblio.
La casella vuota è spesso ciò che preoccupa di più. Vedi una bella fila di cifre, poi un grande niente, e il primo pensiero è: «Perfetto. A quanto pare questo non ce l'ho proprio».
Nella psicomatrice una casella vuota è vista piuttosto come una qualità che non arriva da sola e che spesso si costruisce con l'esperienza, le abitudini, l'ambiente e scelte consapevoli. Proprio per questo lo spazio vuoto può rivelarsi una delle parti più interessanti del quadrato.
Nel nostro esempio mancano il quattro e il sei. Il quattro vuoto richiama tradizionalmente l'attenzione sulle risorse fisiche e sulla necessità di prendersi cura consapevolmente del proprio ritmo, invece di trattare il corpo come un dipendente obbligato a essere in servizio giorno e notte. Non è una valutazione medica, e dal quadrato non si possono trarre conclusioni sulla salute.
Il sei vuoto è associato al rapporto con il lavoro e la routine. Una persona così può svolgere un'enorme quantità di lavoro quando ci vede un senso, e allo stesso tempo guardare per tre giorni una pila di compiti monotoni sperando che nel frattempo sviluppino da soli un senso di responsabilità.
Una casella vuota non significa che la qualità manchi per sempre. Molte persone sviluppano proprio quella in modo straordinario, perché l'hanno imparata consapevolmente invece di contare che si accendesse da sola.
Dopo le singole cifre vengono le linee, ed è con loro che il quadrato comincia a raccontare una storia più completa. Si guardano righe, colonne e diagonali, e le diverse combinazioni sono tradizionalmente associate alla determinazione, ai rapporti familiari, alle abitudini, all'autostima, al rapporto con il mondo materiale, al talento, alla spiritualità e al temperamento.
La linea 1–4–7 è associata alla determinazione, la 2–5–8 alla famiglia e la 3–6–9 alle abitudini e alla stabilità. La linea 1–2–3 si legge come autostima, la 4–5–6 come rapporto con il mondo materiale, la quotidianità e il senso pratico, e la 7–8–9 come talento. Le diagonali 1–5–9 e 3–5–7 sono tradizionalmente associate rispettivamente alla spiritualità e al temperamento.
Torniamo alla nostra persona. Nella linea 1–2–3 ci sono quattro uno, tre due e un tre: otto cifre in tutto. Nella 4–5–6 c'è un solo cinque. Ne esce una combinazione interessante: un forte senso di sé e molte risorse personali, mentre la linea pratica è quasi vuota.
Se traduciamo tutto questo dalla lingua della tabella a quella umana, la conversazione potrebbe suonare così: «So esattamente che cosa voglio». «Perfetto, e come lo farai?». «Questa è la domanda successiva».
Proprio questa domanda successiva è più interessante di qualsiasi significato isolato. Come gestisce la quotidianità una persona con tanta volontà ed energia se la linea pratica è debole? Parte con una carica enorme e poi perde interesse per la routine? Guadagna bene, mentre organizzare il denaro è un'altra storia? La volontà forte compensa la linea debole, oppure è proprio lei a spingere la persona a insistere in un modo che complica le cose?
Il quadrato mostra la combinazione. La vita mostra come la si usa.
È per questo che le brevi descrizioni automatiche suonano spesso vere e insufficienti allo stesso tempo. Puoi leggere «Quattro uno: carattere forte» e riconoscerti subito. Solo che una persona con quattro uno, un due e un nove non esprimerà quel carattere come una persona con quattro uno, tre due e tre nove.
In una la volontà può essere tranquilla e costante. Nell'altra va di pari passo con un'enorme carica di energia e con una memoria che conserva che cosa avete deciso e chi ha detto che cosa in proposito nel 2017. Una singola casella dà una parte della storia, e la combinazione mostra come queste parti lavorano insieme.
Ed è proprio per questo che la vera lettura comincia dove finiscono le singole descrizioni.
Il quadrato mostra quali numeri sono presenti, quanto sono forti le singole caselle e come appaiono le linee. Quello che la tabella non sa è come tutto questo si è manifestato proprio nella tua vita. Non sa come sei cresciuto(a), che cosa hai imparato, che lavoro hai scelto, quali persone lasci avvicinare e che cosa hai già cambiato.
Per questo puoi vedere una parte e dire subito «Sì, questo sono io», e davanti a un'altra chiederti perché non ti riconosci affatto. E forse è proprio la seconda la più interessante. La qualità si esprime in un altro modo? L'hai sviluppata con gli anni? Un'altra casella forte la compensa? Oppure questa parte del metodo semplicemente non descrive la tua esperienza?
Nella stanza «Il Quadrato di Pitagora» di FatedWays puoi prima calcolare il tuo quadrato e vedere le caselle e la forza delle linee. Se vuoi andare oltre la tabella, puoi fare al tuo quadrato una domanda precisa, mettergli accanto il quadrato di un partner, di un figlio o di una persona con cui lavori, oppure scegliere una lettura completa, in cui caselle e linee vengono lette come un'unica combinazione.
Nella lettura per due diventa particolarmente curioso, perché si vede molto presto perché uno dice «Decidiamo adesso» mentre l'altro passa in rassegna da venti minuti tutte le opzioni possibili. Uno può avere una qualità molto marcata che nell'altro è vuota, tutti e due possono essere molto forti nello stesso punto o condividere la stessa casella vuota. Così hai un modo in più per guardare le differenze tra voi, senza giudicare se il rapporto è buono o cattivo.
Il quadrato di Pitagora è un metodo numerologico di conoscenza di sé. Non è un modo scientificamente provato di misurare il carattere e non predice il futuro. È più interessante come occasione per osservarti e verificare che cosa della lettura riconosci davvero nella tua vita. FatedWays non ha alcun legame con Aleksandr Aleksandrov. Le interpretazioni del gioco sono state sviluppate per FatedWays.
Scritto da
tarologa e chiromante, creatrice di FatedWays
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